Il 6 aprile di 500 anni fa moriva Raffaello Sanzio, genio e leggenda del Rinascimento. Il divin pittore, che ha lasciato opere di inestimabile valore come la “Scuola di Atene”, la “Dama con il liocorno”, lo “Sposalizio della Vergine” e una lunga serie delle Madonne, tra le quali la “Madonna del Cardellino”, se n’è andato a soli 37 anni, il giorno del suo compleanno, lasciando ieri come oggi un rimpianto enorme.

L’Italia si preparava a celebrarlo con una mostra grandiosa a Roma, nelle Scuderie del Quirinale. Un’esposizione di capolavori che, per effetto del Coronavirus è rimasta al buio, con tanti drappi neri a proteggere quei gioielli preziosi, in attesa di poterli concedere agli occhi del mondo e che per il momento si lasciano conoscere online https://www.scuderiequirinale.it/pagine/raffaello-oltre-la-mostra nel programma ‪#‎RaffaelloOltreLaMostra.

Intanto anche gli Uffizi di Firenze, per rendere omaggio al grande pittore, hanno lanciato un tour virtuale, in tre tappe, alla scoperta dei capolavori ora accolti nelle sale del complesso museale fiorentino. Dal 6 aprile 2020, sulla pagina Facebook del museo (https://www.facebook.com/uffizigalleries/) , verranno pubblicati video sulle sue opere.

Raffaello ha avuto un legame profondo anche con l’Umbria, dove si è formato frequentando Pietro Vannucci detto il Perugino e dove ha realizzato e anche lasciato diverse opere importanti. Tra queste la “Madonna di Foligno”, commissionata nel 1511 da Sigismondo de’ Conti, illustre umanista folignate, come ringraziamento alla Vergine per aver salvato la propria casa di Foligno, colpita da un fulmine. L’opera custodita dal 1565 nella chiesa di S. Anna, presso il Monastero delle Contesse a Foligno, fu razziata dai francesi durante le invasioni napoleoniche. Rientrata, in Italia nel 1816, è entrata a far parte della Piancoteca Vaticana ed è oggi esposta nei Musei Vaticani.

Dopo secoli di tentativi, nel gennaio 2014, la “Madonna di Foligno” è riuscita a rientrare per alcuni giorni nella sua città natale, per una esposizione straordinaria nel monastero da cui era stata razziata (nella foto), che ha fatto registrare migliaia di visitatori. Pochi sanno che a Foligno, nella Cattedrale di San Feliciano e a Palazzo Trinci, a pochi passi dal Castello di Gallano, sono custodite copie dell’opera realizzate a metà ‘800.